Abraxa Teatro, fondata da Emilio Genazzini, ha un nucleo artistico di persone stabile e duraturo ma allo stesso tempo aperto all’accoglimento di giovani attori. L’esperienza spettacolare della compagnia è tale che ha percorso e abbracciato campi diversi del teatro e della cultura proprio per la molteplicità degli interessi espressi e per le specifiche capacità di intervento sviluppate nel tempo, con differenti linee di evoluzione della ricerca e della produzione.

TRASPARENZA

Emilio Genazzini regista e direttore artistico di Abraxa Teatro

Emilio Genazzini
Fondatore di Abraxa Teatro, direttore artistico, regista, autore e drammaturgo.
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Massimo Grippa
Tra i fondatori di Abraxa Teatro, attore, musicista e docente di teatro.
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primopiano Francesca

Francesca Tranfo
Attrice di Abraxa Teatro dal 1996, autrice e docente di teatro.
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CONSULENZA DRAMMATURGICA

Clelia

Clelia Falletti
Docente universitaria di storia del teatro, scrittrice, studiosa di teatro.
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COLLABORATORI

In ordine di “apparizione” in Abraxa Teatro

 

 

libro "L'Avventura del Teatro Urbano" di Abraxa Teatro

L’AVVENTURA DEL TEATRO URBANO
ricerca e sperimentazione di Abraxa Teatro

a cura di Clelia Falletti – Edizioni Sette Città

 INDICE

MEMORIE E MUTAMENTI

  • Presentazione – di Clelia Falletti
  • Una Collina che resiste – di Eugenio Barba
  • Pronto, Emilio? Venti domande a Emilio Genazzini – di Clelia Falletti
  • Pensare come le lucciole. L’Avventura del Teatro Urbano – di Emilio Genazzini
  • Elogio della lentezza – di Massimo Grippa

L’UNIVERSITA’ DEL TEATRO URBANO “Fabrizio Cruciani”

  • I primi sette di venti. Appunti di una storia – di Clelia Falletti
  • Le Sessioni dell’Università. I programmi e le attività svolte (1989 – 2009) a cura di Clelia Falletti
  • Silenzi e sussurri. Appunti da due laboratori di Julia Varley – di Francesca Tranfo
  • Eppo e Proski – di Rita Superbi

AFFINITA’ ELETTIVE

  • I margravi di Villa Flora al Portuense – di Ferdinando Taviani
  • Docenti e studenti spezzati all’Università del Teatro Urbano di Luciano Mariti
  • Il Teatro Urbano: un luogo di incontro con l’università – di Andrea Moneta
  • La “città palcoscenico”. Promemoria per una mosca bianca – di Stefano Geraci
  • Il tempo del teatro. Una lettera dentro una lettera – di Franco Ruffini
  • Vivere nel teatro. Ingenuità originaria – di Valentina Venturini
  • Affinità Elettive – di Mirella Schino
  • Metti che incontri Abraxa .. – di Sandro Conte
  • Abraxa: da Bali al Teatro Urbano, un porto saldo sulle rotte di un teatro necessario – di Enrico Masseroli
  • La mia collaborazione con Abraxa Teatro – di Giancarlo Bottone
  • La periferia del Teatro Urbano – di Julia Varley
  • Una lezione all’Università del Teatro Urbano – di Fabrizio Cruciani

cfr. Estratti dal Libro

Libro "LAvventura del Teatro Urbano" - Abraxa Teatro

MOSTRA PER I TRENT’ANNI DI ABRAXA TEATRO

Immagini, costumi e oggetti di scena, incontri, laboratori

mostra Abraxa 30 anni

 Progetto vincitore dell’Avviso Pubblico di Roma Capitale “Progetti formativi e di promozione della storia dello spettacolo per la Casa dei Teatri”

Nel periodo di apertura della mostra, si sono susseguiti incontri con i docenti universitari che da sempre hanno accompagnato l’attività didattica della compagnia, con seminari e laboratori pratici sulla messa in scena a partire dal lavoro sull’attore.
Ideata da Emilio Genazzini, il direttore artistico della compagnia, e allestita all’interno delle cinque sale messe a disposizione dalla Casa dei Teatri di Roma (Villino Corsini – Villa Doria Pamphilj) la mostra si è composta di elementi scenografici, immagini, costumi e video inerenti alle produzioni storiche e recenti della compagnia, seguendo le linee principali di sviluppo in questi trent’anni: opere di teatro di sala, organizzazione di grandi eventi, spettacoli di teatro all’aperto e medioevali, attività didattica, le iniziative dell’Università del Teatro Urbano “Fabrizio Cruciani” e le performance del Teatro Urbano.

CULTURAROMA.IT“ABRAXA. TRENT’ANNI DI TEATRO” di Emilio GenazziniGALLERIA FOTOGRAFICA

La mostra-evento Abraxa 30 Anni di Teatro, è stata un’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro storico di Roma Capitale, da Biblioteche di Roma e dal Teatro di Roma, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura per raccontare un cammino “popolare” e d’arte segnato da una ricerca sull’attore e sullo spazio urbano, un tassello significativo nella storia recente del teatro italiano ricco di incontri con maestri e pedagoghi.

6 Ottobre 1981 una compagnia di giovani attori, che agiva già da qualche anno, trova la sua dimensione artistica e crea un evento spettacolare per annunciare la propria nascita. Tra le palme e le mura di una piccola e poco conosciuta villa storica romana, Villa Flora, i primi suoni caratteristici eseguiti dall’equipe di teatro danza balinese di I Made Pasek Tempo rappresentano il segnale tangibile di qualcosa che prende vita.
Abraxa Teatro si presenta ufficialmente con il dono che Eugenio Barba, un maestro del teatro  di ricerca internazionale, ha voluto tributarle per l’amicizia e la stima che ancora oggi unisce a volte i loro cammini. Il regista dell’Odin Teatret invia a Roma da Volterra, dove si era svolta una delle prime sessioni della sua International School of Theatre Antropology, i maestri balinesi.
1981-2011, trenta anni in cui Abraxa ha tracciato di volta in volta rotte che le hanno permesso di attraversare momenti storici e culturali anche molto differenti tra loro, avendo sempre ben chiara la scintilla che ha creato la spinta originale alla sua vita, il bisogno di attuare un’innovazione teatrale  con una presa di coscienza culturale, vitale. Le sue linee  di ricerca sono state orientate dalla necessità di investigare in particolare alcuni territori della messa in scena, primo fra tutti l’utopia di “essere” il personaggio e non interpretarlo. La scena, il palcoscenico sono finzioni sceniche e la sperimentazione, prodotta dalla compagnia sta a indicare la via per usare la finzione scenica allo scopo di raggiungere un’altra verità o un altro tipo di autenticità. La drammaturgia e l’uso delle sue forme hanno costituito un altro dei territori privilegiati della sperimentazione del gruppo perché è uno degli strumenti principali per creare un cosiddetto ponte di comunicazione tra il linguaggio sperimentale dell’attore e quello più tradizionale dello spettatore.

La mostra è stata una testimonianza concreta del percorso artistico e dell’attività intensa della compagnia